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Ciao a tutti, vi riporto qui la mia esperienza personale su Airbnb nella speranza che qualcuno di voi possa consigliermi cosa...
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Nel caso si dovesse concludere con un proprietario un contratto con la clausola di sublocazione e i conduttori fossero in due (nel caso io e la mia compagna), come va gestita questa cosa su airbnb?
Mi spiego: dobbiamo avere un profilo unico come host, possiamo avere due profili host dello stesso appartamento, uno host e l'altro co-host?
Curiosità
Grazie
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@Stefano1906 ciao,
la pratica amministrativa (comunicazione al SUAP, segnalazione Questura, gestione imposta di soggiorno, segnalazione flussi turistici, CIR, CIN) deve essere fatta da un solo soggetto, che sarà il titolare dell'account su Airbnb fornendo il suo Codice fiscale per gli adempimenti stabiliti dalla Direttiva Comunitaria e le norme fiscali italiane.
Se anche l'host nomina un co-host e richiede a Airbnb di riconoscere determinate somme al co-host, nulla cambia in termini di tassazione per l'host sublocatore breve (salvo l'ipotesi che il co-host, agendo con partita IVA, possa fatturare le sue commissioni all'host).
Anche a fronte di un contratto di locazione "principale" stipulato da due conduttori, il contratto di locazione può essere stipulato da un solo sublocatore, che potrà incassare l'intero e subire la tassazione, mentre l'altro non avrà alcun obbligo fiscale.
Al riguardo (fermo l'obbligo di applicazione della ritenuta fiscale da parte di Airbnb) in sede di dichiarazione dei redditi il sublocatore breve potrà optare per la cedolare secca (che potrebbe risultare poco conveniente) oppure per la tassazione ordinaria IRPEF e addizionali (all'aliquota marginale). In questa seconda ipotesi, il sublocatore breve avrebbe la facoltà di dedurre tutte le spese documentate strettamente inerenti la produzione di questi redditi, a partire dalle commissioni fatturate dall'intermediario e dai canoni di locazione (del contratto "principale") pagati. In ragione di ciò, potrebbe risultare opportuno che il contratto principale sia stipulato da un solo conduttore (per beneficiare dell'intera deduzione dei canoni).
In termini di annuncio, un'ipotesi semplice potrebbe essere che il co-host operi con pieni poteri ma senza alcuna remunerazione.
Si tratta di indicazioni generali e approssimative, la fiscalità è strettamente connessa alle singole posizioni personali, per cui, al fine di individuare le modalità fiscalmente più convenienti è opportuno avvalersi della consulenza di un dottore commercialista.
Ciao @Stefano1906 penso sia sufficiente che l'account lo faccia uno dei due. Se invece vi interfacciate entrambi con gli ospiti uno può fare co-host.
Più che altro una questione relativa alla tassazione.
@Stefano1906 ciao,
la pratica amministrativa (comunicazione al SUAP, segnalazione Questura, gestione imposta di soggiorno, segnalazione flussi turistici, CIR, CIN) deve essere fatta da un solo soggetto, che sarà il titolare dell'account su Airbnb fornendo il suo Codice fiscale per gli adempimenti stabiliti dalla Direttiva Comunitaria e le norme fiscali italiane.
Se anche l'host nomina un co-host e richiede a Airbnb di riconoscere determinate somme al co-host, nulla cambia in termini di tassazione per l'host sublocatore breve (salvo l'ipotesi che il co-host, agendo con partita IVA, possa fatturare le sue commissioni all'host).
Anche a fronte di un contratto di locazione "principale" stipulato da due conduttori, il contratto di locazione può essere stipulato da un solo sublocatore, che potrà incassare l'intero e subire la tassazione, mentre l'altro non avrà alcun obbligo fiscale.
Al riguardo (fermo l'obbligo di applicazione della ritenuta fiscale da parte di Airbnb) in sede di dichiarazione dei redditi il sublocatore breve potrà optare per la cedolare secca (che potrebbe risultare poco conveniente) oppure per la tassazione ordinaria IRPEF e addizionali (all'aliquota marginale). In questa seconda ipotesi, il sublocatore breve avrebbe la facoltà di dedurre tutte le spese documentate strettamente inerenti la produzione di questi redditi, a partire dalle commissioni fatturate dall'intermediario e dai canoni di locazione (del contratto "principale") pagati. In ragione di ciò, potrebbe risultare opportuno che il contratto principale sia stipulato da un solo conduttore (per beneficiare dell'intera deduzione dei canoni).
In termini di annuncio, un'ipotesi semplice potrebbe essere che il co-host operi con pieni poteri ma senza alcuna remunerazione.
Si tratta di indicazioni generali e approssimative, la fiscalità è strettamente connessa alle singole posizioni personali, per cui, al fine di individuare le modalità fiscalmente più convenienti è opportuno avvalersi della consulenza di un dottore commercialista.