Una sola recensione faziosa dopo 578 valutazioni eccellenti ha azzerato il mio lavoro da Superhost. Serve un vero canale di tutela.

Stefano1926
Level 2
Turin, Italy

Una sola recensione faziosa dopo 578 valutazioni eccellenti ha azzerato il mio lavoro da Superhost. Serve un vero canale di tutela.

Ciao a tutti,

sono un Superhost con 578 recensioni eccellenti e 11 anni di lavoro costruiti con impegno, professionalità e massima attenzione verso gli ospiti.

Non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione del genere.

 

Ho ricevuto una recensione chiaramente faziosa, non obiettiva e incoerente rispetto al mio storico. Non sto chiedendo una rimozione automatica, né un trattamento di favore. Sto chiedendo semplicemente che venga valutata con attenzione da qualcuno competente, considerando il potenziale impatto su un profilo che ha sempre lavorato impeccabilmente.

 

Il vero problema è un altro: non esiste alcun modo per parlare con una persona in grado di esaminare davvero la situazione. Si può solo “segnalare” tramite procedura automatica, senza possibilità di spiegare, contestualizzare o presentare una versione completa dei fatti. Il supporto telefonico, come confermato da due operatori, non ha alcuna possibilità di interfacciarsi con il team che gestisce le revisioni delle recensioni.

 

In pratica, un host può essere giudicato, ma non può essere ascoltato.

 

Le conseguenze sono concrete: da un mese e mezzo non ricevo più prenotazioni. Una sola recensione distorta ha compromesso il lavoro di anni, senza che esista un canale che permetta un confronto reale con chi valuta questi casi.

 

A questo punto la domanda è inevitabile:

com’è possibile che la reputazione di un Superhost con 578 recensioni eccellenti possa essere messa in crisi da una singola recensione anomala, senza che esista la possibilità di un dialogo con qualcuno in grado di analizzare davvero la situazione?

 

Chiedo quindi l’intervento di un Community Manager affinché il mio caso possa essere preso in carico, riaperto e valutato da un team competente. Non sto chiedendo privilegi, ma un modus operandi equo, trasparente e che preveda un confronto reale.

 

Credo che questo tema riguardi molti host e che sia fondamentale affrontarlo per la credibilità della piattaforma.

 

Grazie a chi vorrà intervenire o condividere la propria esperienza.

30 Risposte 30

Mi piacerebbe molto poter fare una chiacchierata con te perchè i temi che sollevi sono tantissimi e a me non piace scrivere troppo in questi contesti perchè poi le persone giustamente non leggono tutto.

 

Provo a essere estremamente sintetica ma rispondo perchè rispetto molto il tuo pensiero, vado in ordine di importanza:

 

a) il vero problema degli host in Italia e NON avere un'unica associazione di categoria. ce ne sono tante e frastagliate ma soprattutto nonho mai avuto il piacere di comprendere come queste associazioni comunicano davvero con chi lavora ogni giorno sul campo. Ho visto autopromozioni di fantomatici ruoli di rappresentanza del territorio dove neppure la lingua italiana era rispettata. Ho letto comunicati che hanno creato più dubbi che chiarezza. Va da sè che Federalbeghi può comodamente fare operazioni di lobby e vincere pure molte battaglie. 

 

b) confermo che Airbnb ha problemi di comprensione delle normative italiane che del resto sono un ginepraio: quando avremo un sistema di normative nazionali? quando sarà chiaro se il codice civile prevale sulle normative pazzoidi di ogni SUAP degli 8000 e più comuni italiani? Sulla questione che sollevi degli abusivi confermo che un ritardo di Airbnb c'è stato nell'oscurare annunci senza CIN ma... Airbnb non ha nessun dovere di controllo sul CIN perchè il DL 50/2017 non lo impone e non ci sono API (interfacce) verso il database nazionale del CIN. Airbnb è tenuta a collaborare con le autorità ma non a fare verifiche puntuali. Sempre il DL 50/2017 impone a OTA e a PM che incassano di fare da sostituto di imposta, è costato caro a Airbnb non farlo fino al 2023. Per la gestione della ritenuta Airbnb ha fatto errori, è vero ma Booking è imbattibile! Sempre Airbnb non ha ancora capito che deve fare da sostituto di imposta a annuncio e non ad account come fa ora (un host può avere una LT non imprenditoriale e contemporaneamente una CAV imprendtoriale). Nel mio piccolo ho provato a fare capire questo concetto in Airbnb ma ho fallito evidentemente. Detto questo, in che modo Airbnb non rispetta la legge ? Quale legge in particolare? scusami ma non ho capito. Se ti riferisci al self check-in a mio parere sbagli: è ormai chiaro che è possibile farlo con riconoscimento LIVE dell'ospite anche con video (io sono per accoglienza di persona NB)

 

c) è a mio parere ininfluente per un host italiano medio il tema servizi in alloggio: chi ha il budget per acquistare un servizio ha pure il budget per acquistare un alloggio costoso dove eventuali extra costi causati dai servizi si assorbono facilmente. Personalmente non avendo soluzioni luxury non ho  neppure fatto opt-out. E' chiaro che Airbnb sta cercando mercati diversi, lecito visto che non è una ONLUS. Per le esperienze racconto un solo anedotto divertente: ho 75€ di coupon per un'esperienza a Milano e non so proprio dove spenderli perchè a me di imparare a fare la pasta e il tiramisù interessa davvero poco. Speriamo aumentino le esperienze ma so di host di esperienze che stanno aspettando da 6 mesi l'approvazione. 

 

d) Airbnb è una multinazionale profit, ho lavorato in molte multinazionali e non mi sembra peggiore di altre. Trovo invece anacronistico pensare ad Airbnb come era Airbnb agli esordi, volenti o nolenti

 

Spero di non avere annoiato nessun e ti ringrazio per le argomentazioni interessanti

Nicoletta G.
Cristiana19
Level 10
Venice, Italy

@Nicoletta222 

Cara Nicoletta, ricordati per favore di mettere la @ e il mio nome (o quello altrui) altrimenti rischi che nessuno ti risponda, grazie mille.

 

Provo a risponderti punto per punto, ringraziandoti dell'opportunità.

 

Premessa: (ribadisco) sai darmi un solo esempio di una miglioria per gli host in Airbnb da anni a questa parte?

Che, per @Benedetta si traduce in: puoi dire quali tuoi interventi di questa natura (recensioni negative da togliere) ha avuto successo fra coloro che ti hanno contattato in questo Forum? Puoi dirci che casi fossero? Sarebbe interessante conoscerli approfonditamente.

 

a) posto che non si sta parlando di problemi per gli host fuori da Airbnb, quindi questo è altro argomento, devo smentirti.

Le molte (e forse troppe, ti do ragione, ma c'è un motivo per questo ed è solo funzionale al territorio di appartenenza) Associazioni di categoria sono ottime di per sé e sono anche in contatto fra loro. Io sono con ABBAV, combattiva e tenace che anche oggi ha avuto un incontro importante con la IX Commissione comunale in materia di moratoria e regolamento Pellicani (che tendono entrambi a limitare le locazioni turistiche brevi private a Venezia Centro Storico).

Sono le differenti iniziative civiche anti-locazione turistica breve che parcellizzano la materia. Iniziative, peraltro, tutte extra CC e financo anticostituzionali, dato che la normativa nazionale da seguire è, ancora e al momento, quella della locazione tout-court.

Ma il quadro sta cambiando e cambierà non in sede "particolare" (i Comuni), ma in sede nazionale (Governo).

Se vorrai leggere qui un mio report molto approfondito di un incontro fra Associazioni a cui ho avuto il piacere di partecipare, capirai di che parlo. Le associazioni colloquiano eccome fra loro e si passano dati importanti, stanno costruendo una rete che aiuterà molto l'host. 

Ma la tua diffidenza, che francamente non capisco da dove abbia origine, a quanto pare fa desistere molti host dall'associarsi. Associarsi significa avere assistenza utilissima, conoscere le leggi attualmente in vigore e cercare di arginare con le istituzioni, perlopiù locali, i nuovi liberticidi regolamenti. Quindi, a proposito di chi si lamenta e non agisce, io agisco ma agisco nelle sedi dove posso essere utile e contare qualcosa. 

 

b) "comprensione"? Le normative italiane sono pochissime e sono quelle da sempre (perché si riferiscono alla locazione) e Airbnb le disattende pur conoscendole. Punto, non c'è altro da dire. Il tema che affronto io, e sono stata ben chiara, è SOLO riferito al Codice Civile e alla normativa della locazione. Airbnb non è tenuta a conoscere le follie di ogni sindaco dello Stivale e non deve farlo, quello è compito degli host.

Ma se Airbnb fa carne di porco del mio regolare contratto di locazione, sta contravvenendo a una legge quadro della materia.

Il CIN è dimostrabile trasmettendo poca documentazione, se Airbnb non lo chiede di prassi e preventivamente, ma sa che è obbligatorio (e lo sa! perché lo comunica anche), è Airbnb che contravviene alla legge italiana ospitando in sito alloggi senza CIN. E sono ancora troppi. Così facendo promuove il nero e l'illegalità perché è il "veicolo" dell'illegalità. Ci sono già iniziative, a Firenze in particolar modo, che tentano di far condannare alla chiusura di Airbnb in città perché portatrice di illegalità. E ce la faranno, perché la protesta è ben impostata e razionale.

 

Il sostituto d'imposta si poteva limitare alle PIVA e non ai privati. Per i privati questa ritenuta costituisce un problema in sede di dichiarazione dei redditi perché impedisce il legittimo, autonomo, diritto di scegliere che genere di tassazione impostare per sé, e Airbnb se ne frega.

La salata (ma non ancora troppo) multa che Airbnb ha dovuto pagare allo Stato italiano non è interamente riferita alla mancata collazione della cedolare, ma anche per altre sanzioni amministrative, nell'ordine di 2/3 su 1/3.

Airbnb contravviene alle norme generali della locazione italiana e ingerisce nel rapporto locatore-conduttore, regolato dal contratto di locazione, per cui non ha titolo a intervenire.

Se poi vuoi insinuare che AIRBNB non ha adeguati ed efficienti legali per comprendere questo punto davvero minimo, allora forse ci stiamo prendendo in giro.

 

La questione del self-check-in ci sta facendo dannare, ma la ripeterò un'ennesima volta, purtroppo copia-incollandomi da un post di pochi giorni fa (abbi pazienza, per favore):

 

"(a proposito della ulteriore, definitiva sentenza del Consiglio di Stato del 21.11.2025) Il Consiglio di Stato ha semplicemente rimesso i puntini sulle "i", e non di più, inserendo però legittimamente un tema che sarà affrontato in futuro, peraltro come previsto, ovvero la possibilità del riconoscimento da remoto con particolari tecnologie. Ciò significa che si è recepita la necessità di NORMARE il riconoscimento da remoto con le nuove tecnologie, ma ancora non esistono:

a) la legge quadro in proposito

b) la sua conseguente attuazione regolamentativa che rende operativa la legge (che si farà! che ora NON c'è!).

E questo significa che MAI (ed è stato ribadito per l'ennesima volta) sarà possibile eludere il riconoscimento della persona "di persona". il self-check-in è proibito in Italia. Da sempre, sottolineo.

Il Ministero provvederà a verificare con quali tecnologie (e saranno soltanto alcune e specifiche) si potrà concedere al proprietario locatore di osservare il volto dell'ospite nel preciso momento in cui detto ospite entra in casa nostra (nell'alloggio locato).

Ciò significa, si ribadisce, che l'ospite va verificato di personaforse un giorno anche attraverso particolari strumenti tecnologici.

Attenzione: il self-check-in non è MAI stato permesso in Italia.

Perché sia legale deve esserci una norma apposita (che è poi il motivo, del tutto frainteso dai giornalisti da quattro soldi, per cui tutti credevano fosse invece consentito, dopo la sentenza del TAR del Lazio del 27.05.2025) a cui seguirà un apposito regolamento che indicherà con quali strumenti e tecnologie sarà possibile effettuarlo. Così funzionano le nostre leggi. Senza l'espressione delle opzioni tecnologiche consentite in una norma apposita pubblicata in GU, non sarà valido. Fra l'altro, e qui c'è un ulteriore ostacolo, non è detto affatto che il self-check-in sarà permesso a tutti gli host, forse solo a quelli professionali.

Una cosa è certa: i lucchetti devono sparire, perché "quel" tipo di self-check-in non solo è proibitissimo ma lo sarà per sempre in quanto infrange non so neppure quante leggi relative a sicurezza, privacy, beni culturali e del paesaggio, leggi civiche di occupazione di suolo pubblico, abusi vari e diversi, ecc. E, aggiungo la mia personale opinione, è giustissimo così.

 

Ne abbiamo parlato sino allo sfinimento. Ed è scoraggiante sentire che anche presso una persona attenta come te ci siano ancora fraintendimenti. Resta informata e attendi, perché almeno il polverone causato dai mesi passati dovrebbe finalmente portare a una legge anche su questo argomento e il self-check-in potrebbe essere permesso a determinate condizioni. Ma solo quando ci sarà la legge.

Mi permetto di dire che - forse - se tu fossi associata a un'associazione di categoria non avresti più dubbi su quali leggi siano in vigore in Italia a livello nazionale. Per quelle locali, il discorso è altro, ma assimilabile tutto al "principio di proporzionalità" su cui si basa il nostro CC. Perdona il tono saccente, ma ne abbiamo parlato talmente tanto...

 

c) i cosiddetti "services" (servizi legati a un alloggio privato che di default - è già questo è illegale - Airbnb connette a ogni alloggio) sono proibiti in Italia per la locazione turistica privata (non certamente per quella professionale, che per ciascun extra ha una sudata licenza), se vuoi ti faccio un altro "copia-incolla", ma francamente hai ragione: non vorrei che ci stancassimo in una lettura appesantita. Ti invito, se avrai voglia e pazienza, a cercare qui in Forum l'argomento e a leggere qualche mio intervento in proposito.

L'argomento è controverso.

Ma la legge è chiara per gli host privati: non si può offrire altro che l'alloggio, le dotazioni utili a viverci (lenzuola e asciugamani adeguati per la permanenza, arredi, accessori, elettrodomestici, ecc.) e a tenerlo pulito, wifi e chiave. Tutto il resto (dalle cialde di caffé alla bicicletta del proprietario, all'offerta di pulizia intermedia, ma anche l'uso dell'alloggio per ospitare lezioni di pilates o cucina) è rigorosamente vietato.

Io ovviamente ho fatto opt-out e sono molto arrabbiata per essere stata obbligata a cancellare un'opzione che non avevo richiesto (cosa che, ripeto, è illegale non solo in Italia e infatti ha scatenato le ire di host soprattutto statunitensi assai più attenti di noi rispetto a ciò che è lecito e ciò che non lo è), il che - fra l'altro - mi fa sprofondare ulteriormente nella selezione.

 

d) non penso che Airbnb debba essere una società non profittevole. E ci mancherebbe. Ma chiedere che si adegui alle norme del Paese in cui opera a me sembra invece il minimo. E sarebbe la maggiore garanzia per tutti gli host onesti e legali del territorio. Non mi interessa affatto Airbnb degli esordi, ma rilevo che la posizione degli host (al contrario di quella dei guest, che oggi hanno sempre meno obblighi e sempre più vantaggi, anche in materia di cancellazione delle prenotazioni) è andata peggiorando al punto da erodere significativamente il guadagno, ma soprattutto la libertà di agire secondo le leggi del proprio Paese e addirittura di disporre del proprio alloggio liberamente (perché ci sono casi ancora più esiziali di host che per via di recensioni negative false si sono visti oscurare l'annuncio, e qui, davvero ci starebbe assai bene una denuncia).

 

Fare paragoni con altre OTA (non conosco Booking perché agisco da privata, ma ho lavorato con Tripadvisor, insospettabilmente la migliore sino a quando ha deciso di eliminare tutti gli host non professionali, VRBO, Fairbnb, al momento non operativa, ma spero presto lo tornerà, CasaVacanze) non ha molto senso. Stiamo parlando di Airbnb, se fossimo nel Forum di VRBO, parleremmo dei problemi di quel sito, ora stiamo parlando di Airbnb e di come il suo spregiudicato, e unico nel suo genere, comportamento anti-host stia vanificando un lavoro costruito in anni.

 

Anch'io ti ringrazio per l'utile scambio di opinioni, spero di averti risposto, buona serata.

 

 

 

 

Non esistono sole le locazioni turistiche, mi sembri troppo concentrata su queste. Al momento non ho ancora trovato un'associazione forte e che sappia parlare agli host e non aspetti semplicemente che un host si iscriva. Mi riferisco a tutti gli host, anche a quelli delle strutture ricettive che hanno anche molti più problemi da governare per essere conformi alle normative

 

Ho letto con attenzione la sentenza, in attesa degli strumenti certificati, una video chiamata con riconoscimento ospite/documento LIVE è possibile.

E' passato più di 1 anni dall'incontro delle associazione con il governo sul tema check-in e non ho visto progressi ma solo la ultima sentenza. Mi sono persa qualcosa?

 

Come un abusivo non mette CIN o CIN falso può produrre certificazioni CIN false. Non esiste obbligo di verifica per le OTA, si deve agire per chiedere modifiche al DL 50 e non insistere su fantomatici controlli del CIN da parte di Airbnb. Ad ogni modo dubito fortissimamente che alla data di oggi ancora ci siano annunci senza CIN. 

 

No, per ora niente quota a nessuna associazione.

 

Spengo la fiamma e ti mando un caloroso saluto, magari ci sarà occasione di discutere vis a vis

 

p. s. A Venezia è lecito un letto sul soppalco con mq insufficienti per la legge nazionale ? Avvio attività ricettive in tutto il territorio nazionale e non mi stupisco più di nulla

 

 

 

 

Nicoletta G.
Cristiana19
Level 10
Venice, Italy

Cara Nicoletta,

Non siamo decisamente sullo stesso piano.

E non abbiamo molti punti in comune 

Certo che mi concentro sulle locazioni private, del professionismo nulla so e non mi deve riguardare, ma mi dispiace il tuo disprezzo nei confronti delle associazioni perché invece trattano tutto l'hosting come lo intendi tu.

Sul self-check-in sei in torto: la possibilità è prevista ma deve essere ancora normata. Quindi non c'è. Basta però perché la questione non mi appassiona e sono stanca di ripetere la medesima cantilena. Leggi bene la sentenza una volta ancora e dimmi COME il self check in può essere effettuato.

E continui a eludere la domanda: c'è mai stato un solo progresso positivo per gli host privati in Airbnb?

No. Anzi.

E il fenomeno delle recensioni false e ritorsive che impestano il nostro lavoro è uno dei pericolosi indicatori.

Vedo che hai poche recensioni, sei all'inizio. Ti auguro di cuore non accadrà mai, ma se accadesse anche a te, sentiamoci.

 

Un carissimo saluto.

 

P.s. circa il soppalco non raccolgo. Legittimo anche per la Soprintendenza dato che il mio palazzo è notificato. Un saluto ancora.

Marco5385
Level 9
Milan, Italy

Ciao @Cristiana19 

Io forse sono anche andato oltre (nella sfortuna) rispetto a quelli che tu hai in maniera fin troppo educata definito "Guest che la sanno lunga", ovvero quelli che scientemente si comportano in maniera tale da ottenere sconti e indennizzi. 

 

Ho beccato una STR*** che mi ha lasciato 3 stelle (cosa mai successa in questo appartamento in oltre 100 soggiorni) lamentando rumore esterno. Cionondimeno le scrivo scusandomi e le offro un rimborso di 100€ e le chiedo la gentilezza di valutare se sia il caso di rimuovere la recensione, poichè l'aspetto del rumore in un appartamento in centro a Milano non è esattamente responsabilità dell'Host. 

Le specifico che non stavo offrendo un rimborso in cambio della rimozione, il rimborso lo avrei concesso indipendentemente dalla sua decisione. 

 

Ebbene, mi risponde tutta stizzita che le sue parole erano quelle e lei era ben felice di lasciarle a monito per i prossimi ospiti... Sono stato indeciso per qualche minuto se risponderle a parolacce... Poi la calma ha prevalso e ho semplicemente arichiviato la conversazione. 

 

Cristiana19
Level 10
Venice, Italy

@Nicoletta222 

Ah, dimenticavo: io vivo accanto al bilocale in affitto dove la tipa truffaldina ha sentito per una settimana rumori così molesti da non poter mai dormire.

Anzi, per la verità, il bilocale è una parte del mio appartamento, separato solo da un pianerottolo interno.

 

Questo lo sa anche l'Assistenza, dato che il mio indirizzo di residenza coincide esattamente con l'indirizzo del mio alloggio.

 

E, inutile dirlo, non ci fu il minimo rumore in quelle notti così sconvolgenti per la nostra molto tutelata truffatrice.

 

Ma anche questo per Airbnb non conta nulla, perché la parola del guest vale assai più di quella dell'host.

 

Benedetta
Community Manager
Community Manager
Southampton, United Kingdom

Ciao @Cristiana19 , ma tu quest'informazione, così come l'hai spiegata a noi l'hai spiegata anche all'assistenza? Perchè capisco la conformità con l'indirizzo ma non sempre i nostri colleghi dell'assistenza possono sapere la suddivisione di un appartamento. 

 

Mi domando se essendo presente sul luogo tu abbia qualche modo di far ricorso. @Nicoletta222 che ne pensi? 

-----

 

Per favore segui le linee guida della community

Cristiana19
Level 10
Venice, Italy

@Benedetta 

Cara Benedetta,

spero tu non voglia farmi perdere la pazienza, perché sei una brava ragazza e hai letto credo fra le venti e le trenta volte la mia storia (al punto che penso tu ne abbia la nausea).

C'è anche un racconto in diretta, perché avevo capito che il caso andava minuziosamente documentato, nelle pagine perse di questo Forum (perse perché non esiste la possibilità di organizzare gli argomenti). Ho riportato passo-passo tutto quello che mi accadde nei diversi giorni in cui tentai di avere udienza e ragione di quanto mi era capitato, presentendo che mi avrebbe portato enorme danno.

 

Ovviamente, in tutte le mie ricerche di assistenza orali e scritte (circa una trentina di telefonate e circa dodici richieste scritte - indipendenti l'una dall'altra, perché il mio caso veniva continuamente chiuso ad capocchiam e io, poi, testardamente, ripartivo da zero) ho sciorinato tutto ciò che ho scritto sopra e anche assai di più.

 

E' chiaro che ho obiettato per prima cosa che la lamentela del rumore esterno era falsa perché io ero lì, abitavo nello stesso appartamento, e non sentivo nulla se non i consueti rumori notturni veneziani (quindi pressoché niente a parte qualche barca in canale). E qui si tratta di un televisore a volume altissimo che proveniva da altro appartamento. 

 

Ho fatto presente anche il numero di articoli del CC a cui non solo la tipa ma anche Airbnb contravveniva e che Airbnb, inserendosi indebitamente e senza titolo in un rapporto locatore-conduttore definito da precisissimi contorni normativi, aveva fatto carta straccia del mio validissimo contratto di locazione firmato dalla truffaldina. Ma poiché non è mai dato parlare con un legale o con un esperto in contenziosi, perché chi risponde sono ragazzi e ragazze che a malapena parlano un italiano comprensibile (da italiani!) e non esiste alcun comitato superiore di verifica, la questione si infrange su un muro di gomma. 

 

E' un sistema, e lo vado dicendo ormai da anni.

Poi i vari managers possono far finta che non sia così e tentare di calmare gli animi ormai esacerbati degli host, ma la verità è questa ed è sotto gli occhi di tutti o almeno di coloro ai quali (e sono sempre di più, non solo in Italia) questa questione dei feedback falsi e ritorsivi è capitata almeno una volta. A me tre, due debellate solo con la minaccia di denuncia, la terza mi ha steso perché ho incontrato una più astuta di altri, e perché l'assistenza è cambiata inesorabilmente in peggio.

 

 

 

 

Nicoletta222
Level 8
Milan, Italy

Per me la denuncia ha assolutamente senso, non ha senso arrivare a processo

Nicoletta G.
Dario684
Level 2
Lecco, Italy

Ciao Stefano,

sono un superhost con 151 recensioni e valutazione 4,95.

Proprio ieri Airbnb ha rifiutato la mia richiesta di ritirare la recensione complessiva a 3* di un ospite che aveva valutato 5* check-in, pulizia, accuratezza, comunicazione e posizione, 4* stelle il rapporto qualità/prezzo ed aveva scritto un commento pubblico positivo.

Per completezza d’informazione l’ospite aveva anche scritto a me una nota privata lamentando di avere avuto caldo (senza però avere utilizzato l’impianto di climatizzazione come gli avevo suggerito al check-in) e di avere trovato scomodo il letto (riscontro che non ho avuto nelle recensioni degli altri ospiti). Probabilmente quindi per una sua mancanza (regolazione della temperatura) ed il suo giudizio sul letto l’ospite ha abbassato a 3* complessive una valutazione a cui aveva assegnato 5* per la quasi totalità delle voci di dettaglio.
Avevo pertanto chiesto a Airbnb il ritiro della recensione perché ritenevo la valutazione complessiva dell’ospite incoerente rispetto alle sue stesse valutazioni parziali ed al commento pubblico, arrecandomi così, in questo modo, un danno non giustificato.

Airbnb ha invece motivato il proprio diniego perché “la recensione dell’ospite rispetta i termini pertinenti”(sic).

Probabilmente è vero, ma è altrettanto evidente come la piattaforma preferisca non contraddire gli ospiti anziché tutelare i diritti di un super host, a mio parere per una pura questione economica di numeri e di convenienza.

Dubito quindi che Airbnb intenda modificare il proprio indirizzo, anche se in mancanza delle nostre case e del nostro lavoro verrebbe meno anche il loro (che pure, per altri aspetti, apprezzo molto).

Proprio per questo comincerò a dare maggiore spazio ad altre piattaforme, anche meno performanti, ed alla promozione diretta che è molto più vantaggiosa, non fosse altro che per aumentare la concorrenza reciproca tra le piattaforme e per contrastare questi atteggiamenti arbitrari (che peraltro non sono solo di Airbnb). 

Dario di Verde Acqua Apartments.

Stefano1926
Level 2
Turin, Italy

Ho risposto in chat, grazie

Stefano1926
Level 2
Turin, Italy

Grazie a tutti per i vostri contributi, davvero.

Leggendo le vostre esperienze mi è ancora più chiaro che il problema non è solo “la mia” recensione, ma un modello di gestione delle recensioni che espone gli host a conseguenze enormi senza un reale diritto di parola.

Nel mio caso parliamo di 11 anni di attività, 578 recensioni eccellenti e un mese e mezzo di zero prenotazioni per una sola recensione anomala.

Questa notte sono stato contattato da un Senior Case Manager di Airbnb tramite messaggio all’1 di notte, con questa motivazione: “poiché è al di fuori del nostro orario ragionevole per chiamare, ti scriviamo qui nei messaggi”.
Trovo paradossale e gravissimo  che non si possa semplicemente fissare un appuntamento telefonico in orari consoni, se davvero c’è la volontà di ascoltare un host.

Nel merito, la risposta si riassume così:

  • le recensioni sono “soggettive”;

  • non risulta alcuna “ritorsione” da parte dell’ospite;

  • la decisione è “definitiva” e la recensione resterà visibile;

  • come unica soluzione viene proposta la risposta pubblica e l’invio di un feedback generico.

Questo a fronte di:

  • un danno concreto e immediato (prenotazioni azzerate da un mese e mezzo);

  • una situazione che, dalle chat, mostra chiaramente una componente ritorsiva: l’ospite pretendeva l’arrivo a mezzanotte, noi – avendo uno spettacolo teatrale – l’abbiamo potuta accogliere alle 00:30, facendo comunque le corse per venirle incontro;

  • pagine di policy sulle recensioni non veritiere e non manipolative, seguite però dalla frase di fatto: “non possiamo valutarne la veridicità”.

Ho risposto facendo presente queste contraddizioni, ma da lì in poi ho ricevuto solo messaggi di risposta standard fino alla chiusura del caso.

Per me questo conferma un punto semplice e molto serio:
un singolo ospite scorretto può compromettere anni di lavoro, senza che esista un vero strumento di tutela per l’host, neppure con uno storico impeccabile.

Quello che chiedo – e che credo molti qui stiano chiedendo – è semplicemente:

  • un canale chiaro per far analizzare i casi limite;

  • tempi e modalità trasparenti di valutazione;

  • la possibilità di parlare con qualcuno competente, non solo interagire con procedure automatiche e risposte preconfezionate.

Sto valutando seriamente la chiusura del profilo, perché senza un minimo di tutela reale è molto difficile continuare a lavorare con serenità su questa piattaforma , e continuerò a dare massima divulgazione a quanto sta succedendo. Airbnb non fa altro che peggiorare la sua posizione.

Se ci saranno sviluppi concreti grazie alla segnalazione della Community Manager o al confronto con chi si è reso disponibile, li condividerò volentieri qui: credo che questo tema riguardi tutti noi.

Stefano1926
Level 2
Turin, Italy

@Cristiana19@Nicoletta222 @Dario684 @Benedetta  ho risposto in chat, grazie mille. 

Caro @Stefano1926 , il tuo caso devo ammettere che mi ha molto coinvolta soprattutto per la tua capacità di giudicare il processo alzando il tema dal personale al generale.

 

Ho avuto a che fare con senior case manager e, credimi, meglio che non ti abbia chiamato. Non posso certamente generalizzare ma io ho sempre parlato con indiani piuttosto rudi che secondo me fanno anche apposta a parlare un inglese con marcatissimo accento per rendere più difficile la comunicazione, già delicata in sè

 

In particolare sul tuo caso mi sono permessa di approfondire visto che è materiale pubblico e e devo dire che tutte le recensioni lette elogiano voi, i cani, la pulizia, la disponibilità e la comodità del letto. Ora, questa signora che ha fatto 4 viaggi e ha 1 sola recensione (già questo è un segnale preciso!) afferma che in casa vostra c'erano 11 gatti (tu dichiari di avere 4 siamesi e 2 golden) e che la puzza di escrementi era terribile e che glia animali hanno disturbato il suo sonno. Dice anche che il bagno era sporco.

Insisto sulla mia linea: se dice il falso (ad esempio sui 11 felini e escrementi o sugli infissi che non si chiudono) è una diffamazione molto grave per la tua reputazione e di conseguenza per il tuo business. Denunciala! Secondo me con copia della denuncia eliminerà da sola la recensione

Nicoletta G.
Cristiana19
Level 10
Venice, Italy

@Stefano1926 

Caro Stefano,

leggo quello che ti è successo e mi ci rivedo in pieno. Mi dispiace davvero.

Ho anch'io ricevuto incredibili messaggi notturni con presunti contatti da parte di un sedicente esperto di Airbnb che (alle tre del mattino) non mi trovava disponibile al telefono, quindi peggio per me.

 

Ho anche parlato con diversi sedicenti esperti americani, con tutto ciò che questo comporta (puoi immaginare i discorsi con gente che biascicava un inglese del Minnesota o simili?).

 

Ho parlato con molti gentilissimi assistenti italiani che alla fine dell'ennesimo racconto (da loro comunque letto comodamente dal PC) mi esternavano tutta la loro vicinanza e, poiché non potevano intervenire personalmente, mi rimandavano al comitato di esperti che però non poteva contattarmi se non via mail.

Dopo di che mi arrivava la letterina che anche tu hai ricevuto (potrei copiaincollartela qui e ci divertiremmo a vedere quanto nullo è l'interesse di questa gente nei nostri confronti).

Questo per almeno una dozzina di volte, tutte riportate nel mio racconto in Forum dell'accaduto.

 

Io, come te, racconto pensando che debba essere utile a tutti e non solo a me.

E racconto proprio per dimostrare come funziona questo sistema. Il danno era già fatto, mi resi subito conto che non avrei avuto possibilità di rimediarvi.

Ma la realtà è che queste cose interessano agli altri SOLO se ti capitano, come accade a tutti i sottoposti di questo mondo.

 

Il problema è che non solo non abbiamo alcun ascolto, alcuna tutela, anzi, le tutele che avremmo dalla legge italiana (INSISTO SU QUESTO PUNTO FONDAMENTALE!) vengono vanificate dall'indebito comportamento di Airbnb a favore del truffatore, ma è che veniamo presi bellamente per i fondelli.

Senza pietà e senza alcuna remora.

 

E, ciò che è peggio di tutto, io come te non lavoro più.

Vergogna!

 

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