ROMA 2018 | AIRBNB E RISCOSSIONE TASSA DI SOGGIORNO

ROMA 2018 | AIRBNB E RISCOSSIONE TASSA DI SOGGIORNO

avendo un alloggio a uso turistico a Roma (fino ad oggi esente da Tassa di Soggiorno) mi sono  posto il problema di come AIRBNB potrà distinguere  chi DEVE e chi NON DEVE pagarla. (anche i minori di 10 anni, i disabili, i parenti di ricoverati ecc. )

Questa la risposta ottenuta da David, un membro del team di Airbnb Customer Experience. 

" Se l'ospite è esentasse, chiediamo di contattarci con i documenti ufficiali che dimostrano l'esenzione fiscale dopo che la prenotazione è finita. Se un ospite è in grado di fornire la documentazione, le tasse applicate sulla prenotazione vengono rimborsate. Se un host ha bisogno di dimostrare che la propria struttura è esentasse, invierà documenti ufficiali che dimostrano l'esenzione."

Se sarà così e non troppo difficile, mi sembra un'ottima notizia e sono felice di condividerla.

328 Risposte 328

@Massimo267

Confermo la tua confusione! 🙂

 

1) le imposte sui redditi (e quindi anche sugli affitti) si sono sempre dovute pagare; la cedolare secca è stata istituita nel 2011, e la devono pagare i proprietari che affittano, non gli ospiti che soggiornano.

Che Airbnb dia seguito alle indicazioni di legge o meno (che impone agli intermediari di trattenere dagli incassi che devono girare ai proprietari il 21% a titolo di ANTICIPO sulla tassazione futura), non sposta di una virgola gli obblighi dei proprietari, che devono sempre, comunque, dichiarare l'anno successivo, gli affitti percepiti nell'anno precedente (in questo periodo si fa la dichiarazione del il 2017).

Quindi, stai tranquillo. Sappi (se non lo sai) che la tassa (cedolare secca o Irpef normale) spetta a te.

 

2) Diverso è invece il discorso dull'imposta di soggiorno, che è una tassa definita a livello comunale, e che deve essere pagata dall'ospite. Il proprietario che affitta diventa agente contabile per conto del Comune, come gli hotel e le altre attività ricettive, che devono riscuotere PER CONTO del Comune.

In alcune città, Airbnb ha stipulato una convenzione con il Comune, per la riscossione in automatico della tassa di soggiorno da parte dell'ospite, sollevando così il proprietario da questo onere.

Naturalmente questa convenzione è partita (nei Comuni dove è partita) con tempistiche diverse, e potrebbero esserci soggiorni prenotati molto tempo prima, per i quali Airbnb non ha raccolto l'imposta.

A te sta verificare se è stata percepita o meno.

Se è stata percepita, non dovrai fare nulla.

Se non lo è stata, dovrai fare come presumo facevi prima (e cioè, la riscuoti in contanti e poi la riversi nei tempi e nelle modalità previste dal TUO Comune, modalità che dovresti conoscere. 

 

ps: non capisco il perchè tanti "si seccano" a chiedere soldi agli ospiti, per qualcosa che è dovuto.

Non stai mica rubando niente.

@Roberto143, io la tassa di soggiorno non l'ho mai riscossa perchè per la locazione turistica non era previsto, qui a Roma. Non discuto sulla legittimità (personalmente sono a favore, come turista l'ho sempre pagata sia in Italia che all'estero) nè sul fatto che vada pagata al comune. La confusione nasce dal fatto che non è chiaro come le dovremo pagare. Da ora in poi farò pagare questa tassa agli ospiti, anche se hanno prenotato da tempo quando la tassa ancora non esisteva e non era quindi presente nelle condizioni dell'annuncio. Come cliente scoprire una maggiorazione a distanza di tempo del costo potrebbe seccarmi.

Quanto alla cedolare, nessun problema, l'avevo portata come esempio del fatto che AIRBNB (ma anche altre piattaforme) non si siano adeguate alle leggi italiane.

Massimo


@Massimo267  ha scritto:

Come cliente scoprire una maggiorazione a distanza di tempo del costo potrebbe seccarmi.


Si, ma non sei tu che stai modificando i prezzi precedentemente comunicati o inserendo tariffe aggiuntive non esplicitate al momento della prenotazione (come ad esempio spese per pulizie nuove o maggiorate, oppure il pagamento del wifi o altro).

L’imposta di soggiorno é richiesta ed incassata dal Comune. La struttura che la deve incasare fa solo da tramite (ambasciator non porta pena).

La stessa tassa la pagherebbe in qualsiasi altra struttura/appartamento andasse oggi invece di fermarsi da te.

Un po’  come se il tal museo avesse modificato il prezzo del biglietto di ingresso (ed essendosi informati prima di partire, pensava di spendere 5 euro invece oggi costa 10), oppure ci fosse stato un aumento delle tariffe ferroviarie e oggi il viaggio costa di più.

L’importante é chiarire bene all’ospite il ruolo neutro che assumi in questa fase richiedendo e riscuotendo l’imposta di soggiorno, che non sono soldi che ti metti in tasca tu, ma che vanno al Comune.

Comunque solitamente i Comuni (non so nel tuo caso, ma verifica nelle istruzioni dell’imposta di soggiorno), in caso di rifiuto del pagamento da parte degli ospiti é previsto un modulo da compilare e da far sottoscrivere al turista, dove dichiara di rifiutarsi di pagare l’imposta.

Non deve diventare un problema tuo, ma del turista e del Comune.

@Roberto143 buongiorno Roberto, chiedo a te più esperto e poi perché hai postato una tabella con le relativi voci sull'imposta di soggiorno.

Allora, io ho avuto ospiti tramite airbnb dal 1 al 6 aprile e non ho chiesto la tassa anche perché la delibera è stata pubblicata dopo, l'11 aprile, per poi scoprire che aveva esecuzione immediata (30 marzo). Nelle comunicazioni, che si presume faremo nei primi 15 gg di luglio, sarà sufficiente per me dichiarare gli ospiti nella voce airbnb oppure dovrò non solo comunicare ma anche pagare io? ( spero concordi che si tratterebbe di una cosa assurda e davvero ingiusta), grazie

@Ermanno6

Più che a me dovresti chiedere al Comune, all'ufficio Imposta di soggiorno.

In questo caso, vista la situazione nel suo complesso forse potresti anche soprassedere del tutto... 

@Roberto143Ciao Roberto, chiedo a te perchè sei di Bologna dove già Airbnb riscuote la tassa di soggiorno.

Noi siamo a Roma e probabilmente il Comune stipulerà molto presto lo stesso accordo.

Il problema è il seguente:

L'scrizione al portale l'ho fatta io (Giovanni) ma l' appartamento è di proprietà di mia figlia Selvaggia, che infatti ha il codice della questura, l' iscrizione al Comune, ha pagato le imposte 2016 e pagherà il 2017 e Aibnb accredita gli incassi su un Iban intestato a lei.

Se volessimo cambiare il nominativo dell' iscrizione (non il nome dell' account), dovremmo annullare l' attuale profilo perdendo le prossime prenotazioni (siamo pieni fino a fine luglio), il titolo di superhost e 106 recensioni a 5 stelle.

Domanda: 

AIRBNB pagherà i contributi di soggiorno a nome di chi? 

Se paga con i dati catastali del' appartamento noproblem, ma  paga a nome mio è un casino, perchè io non risulto da nessuna parte come proprietario di appartamento.

Cosa ne pensi? Grazie mille.

 

@Selvaggia-E-Giovanni0

Premetto che é vero che sto a Bologna, ma non lavoro con Airbnb, quindi l’imposta di soggiorno per il momento la incasso sempre io e la riverso al Comune come sempre.

 

Non credo comunque che i problemi legati ad un annuncio intestato a persona diversa dal proprietario effettivo della casa possano emergere in relazione all’imposta di soggiorno.

Non mi risulta esista una corrispondenza precisa tra annuncio, dati catastali (che Airbnb non possiede) e imposta di soggiorno.

Non mi risulta neanche che Airbnb disponga del codice fiscale del titolare dell’annuncio.

 

Vedo però un problema se e quando Airbnb, di sua volontà o costretta, comincerà ad effettuare la trattenuta del 21% a titolo di acconto di imposta, e/o nelle segnalazioi dei soggiorni che in realtà avrebbe dovuto già inviare all’Agenzia delle Entrate entro il mese scorso.

E che non sappiamo se siano state effettuate o meno.

 

Perché in quel caso, lAgenzia delle Entrate, dovrebbe cercare di incrociare i dati tra il nominativo segnalato da Airbnb (tu) e la dichiarazione dei redditi (che però per quanto concerne gli affitti, é quella di tua figlia).

Di certo Airbnb dovrà organizzarsi per questo, richiedendo almeno il CF del titolare dell’annuncio.

Quindi è quanto meno opportuno fare in modo che annuncio e proprietario effettivo corrispondano, non tanto (o non solo) per l’imposta di soggiorno, ma proprio per l’imposta sui redditi (normale o cedolare secca che sia).

 

 Ormai, per la dichiarazione dei redditi, anche il 2018é “andato”.

Io comincerei con avviare un annuncio uguale ma intestato a tua figlia, da sincronizzare nelle date con il tuo, e ricominciare da capo (perdendo ovviamente il tesoretto di recensioni, ma mantendendo attive le prenotazioni giá in casa). Magari dirottando se ci si riesce, le nuove richieste dal vecchio annuncio a quello nuovo (spiegando sinteticamente al guest il motivo del doppio annuncio), e facendo in modo che il vecchio vada gradualmente “in pensione”, in modo da evere una partenza 2019 pulita.

 

@Roberto143grazie Roberto, hai confermato più o meno quello che pensavo, ma come diceva la pubblicità "du es mej che uan".
Per l'Ade Airbnb ha fatto ricorso a TAR e chissà quanto tempo passerà, e dato che mia figlia versa le imposte, potremo sempre dimostrare che le tasse sono state regolarmente pagate, che i bonifici sono sul suo c/c  ecc.

Farò comunque gradualmente il passaggio di account come mi hai suggerito.

Ciao

Gianni

@Selvaggia-E-Giovanni0

Il problema non sarebbe tanto quello di dimostrare di aver pagato le imposte, quanto quello del "casino" burocratico che si verrebbe a creare.

Se Airbnb applicasse la trattenuta, ovviamente ricevereste il pagamento dedotto il 21%.

Poi tu (titolare dell'account) riceveresti la Certificazione Unica da parte di Airbnb, con l'ammontare trattenuto, che dovresti portare in detrazione dell'imposta nella tua dichiarazione, che però non avrà i redditi da locazione.

Inoltre tua figlia, dovrà riportare nella sua dichiarazione i redditi (ovviamente completi, non al netto della trattenuta), sulla quale andrebbe a pagare nuovamente l'imposta.

Tu, una volta giustificato il disallineamento andresti a credito di imposta, che ti sarà restituita successivamente, con i tempi dei rimborsi.

Insomma, io lo vedo un pasticcio ben più importante dell'imposta di soggiorno.

 

purtroppo vero, grazie, mi affretterò :). Anche se la vedo dura che AIRBNB, finchè avrà sede all' estero,  accetti di fare da sostituto di imposta. Credo che nessun' altra OTA lo faccia.

 

@Massimo267 se non chiedi la tassa agli ospiti ti ritroverai a risponderne personalmente al Comune di Roma quindi occhio. Io ho avvertito tutti i futuri ospiti che dovranno pagare questa tassa e, se rifiutano, dovranno firmarmi una dichiarazione scritta. Se non gli andrà bene nessuna delle due alternative li inviterò ad andare via e a cercarsi un'altra sistemazione. 

Sinceramente dalla delibera del Comune di Roma mi sembra di capire che chi deve occuparsi della riscossione della tassa è solo airbnb (per chi ovviamente utilizza solo questo portale). Ciò che deve fare invece il proprietario è l'informativa all'ospite (al pari di airbnb). Quindi dovremmo capire meglio come informare l'ospite: lo mettiamo nelle regole della casa e poi all'atto della prenotazione? che pensate voi?

@Antonella-E-Luca0 Condivido che dalla delibera si evince chiaramente che il responsabile è airbnb o cmq gli intermediari se intervengono nella riscossione del canone, noi solo nel caso incassiamo direttamente il canone di locazione, tuttavia se poi oltre alla comunicazione trimestrale (e poi ci sarà anche una annuale? come agenti contabili...?) il comune chiede anche i soldi (perché con airbnb ancora non hanno trovato l'accordo come in altre città) come la mettiamo? Io ho inserito nelle regole della casa l'obbligo del pagamento della tassa di soggiorno al check-in (sempre se non richiesta direttamente da airbnb).

Ad ogni modo certamente a breve ci saranno comunicazioni di Romacapitale...stiamo tutti aspettando. Anch'io sono curioso di sapere dagli altri come si regolano nel frattempo....dite la vostra tutti, grazie.

@Antonella-E-Luca0 Nel dubbio la ruscuoto. Perchè se un domani il Comune viene a chiedermi centinaia di euro asserendo che era mio dovere riscuoterli, poi che faccio? Li metto di tasca mia e li aggiungo a bollette, internet, spese di lavanderia, pulizia, tasse...vado fallito! Tanto lo sappiamo come lavorano al comune, quindi meglio tutelarsi in anticipo 🙂

Scusate tutti...ma siete folli? La tassa di soggiornom a Roma ed in tante altre città c'è e deve essere riscossa e pagata. O la paga direttamente Airbnb o la pagate voi per conto degli ospiti...ma che dubbi avete???? Se nel conto di Airbnb non è calcolata ed Airbnb ti dice che non la incassa...si paga!! Fate le ricevute numerate per dimostrare gli incassi, chiamate il vostro comune e fate un bonifico ogni un tot o la pagate on-line come in molti comuni. Ma che problemi vi fate??? Se poi l'ospite assolutamente non la vuole pagare, sentite il comune e ci sarà un modulo da compilare perchè, a suo rischio e pericolo, proprio perchè è una tassa a suo carico, un ospite può rifiutarsi di pagarla. Non è così difficile la questione...vi fate troppi problemi e complicanze per una faccenda da asilo...

 

Buona fortuna!

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